Società Filologica Friulana

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Fondo fotografico Pellis

scheda 1342195

 
FondoFondo Ugo Pellis
 
 
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o entePellis, Ugo
 
SOGGETTO
IdentificazioneBarche da pesca - Bragozzo - Brazzera
Indicazioni sul soggettoBragozzi e, sullo sfondo, una brazzera. Bragozzo: è sicuramente tra le imbarcazioni tradizionali italiane una di quelle in cui maggiormente si evidenziano scelte e soluzioni tecniche alternative, praticità d'uso, esperienze costruttive e progettuali ben radicate, oltre che influenze culturali ed artistiche diversificate. Esso rappresenta un mirabile esempio di adattamento all'ambiente e al lavoro per cui è stato creato. Lo scafo piatto permetteva la navigazione nei bassi fondali della laguna; il timone sollevabile, particolarmente profondo e di ampia superficie, oltre alla sua funzione più ovvia, suppliva anche alla mancanza di una chiglia, contribuendo alla stabilità e al controllo dello scarroccio; l’ampia superficie velica assicurava insospettabili doti di velocità e manovrabilità in condizioni ambientali e meteorologiche spesso avverse. Brazzera: è stata l'imbarcazione più diffusa lungo le coste dell'alto Adriatico, della Dalmazia, fino a scendere in Grecia dove è tuttora nota per la sua particolare attrezzatura con vela al terzo, denominata dai greci per l'appunto «a bratzera». Nelle sue forme rigonfie essa ricorda il più noto «trabaccolo», ma era più piccola nelle dimensioni e risultava quindi particolarmente adatta per i collegamenti tra le coste e le innumerevoli isole dalmate e del Quarnaro. Il suo scafo, solitamente pontato, era ben carenato, con un alto bordo libero; la prua era alta e rotonda, mentre un ampio boccaporto di carico era ricavato dietro l'albero e il robusto timone scendeva oltre la chiglia. Poteva procedere sia a vela che a remi, con la caratteristica voga in piedi alla veneziana; per questo aveva due o tre forcole per parte, con alloggiamenti diversi nelle murate, per spostarle a seconda delle necessità. Raggiungeva lunghezze variabili tra i 9 ed i 15 metri, mantenendo il caratteristico rapporto lunghezza/larghezza pari a circa 3 (tipico delle navi romane) e aveva da 8 fino a 25 tonnellate di stazza; l'equipaggio era normalmente composto da quattro a sei uomini. Si presentava in forme leggermente diverse, ma soprattutto con l'armamento velico che differiva a seconda delle località di provenienza. La brazzera istriana si distingueva dalle altre per l'armamento velico, per le linee filanti dello scafo e lo slancio in avanti della prua; era anche nota come brazzera di Pirano, dato che da qui aveva avuto origine, per poi diffondersi da Trieste a Pola. Aveva due o tre alberi, a seconda delle dimensioni dello scafo: il primo era subito dietro l'asta di prua, mentre il secondo era a circa un terzo dello scafo, verso prua, ed entrambi erano attrezzati con vela latina. Se il centro velico risultava spostato in avanti allora si poneva a poppa, su di un alberetto, una piccola vela (latina o al terzo) per dare forza al timone.
 
LUOGO E DATA DELLA RIPRESA
Località esteraCherso
OccasioneRicognizione per la compilazione dell'Atlante Linguistico Italiano
Data della ripresa1932/02/02
 
DATI TECNICI
Materiavetro
Tecnicagelatina bromuro d’argento
Formato
 
 
CONDIZIONE GIURIDICA
Indicazione specificaSocietà Filologica Friulana
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